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Scuola media “Bonturi – Piubello” di San Bonifacio, succursale di Prova – Verona 12 giugno 2010

Posted by Nicola Tumicioli in Uncategorized.
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Per anni, le tecnologie hanno trovato un posto marginale nella progettazione didattica  e solo in alcune discipline. Sicuramente la dotazione tecnologica delle scuole in senso lato è stata ed è, a tutt’oggi, molto carente, nel senso che è relegata al laboratorio di informatica (spesso con computer vecchi o con scarsa manutenzione), o all’utilizzo di videoproiettori, senza alcuna possibilità di elevati gradi di interazione. Inoltre, il “vecchio” concetto di tecnologia la rendeva già di per sè poco coinvolgente, in quanto intesa solo come supporto alla didattica. Oggi la tecnologia è impiegata in un’ottica di sinergia, di affiancamento. Fino a poco tempo fa, essa ha rivestito un ruolo marginale nella progettazione didattica, soprattutto in quelle materie in cui la lezione frontale è stato l’unico modo di affrontare la disciplina (storia, geografia, matematica, italiano, ecc.), escludendo quasi completamente qualsiasi esperienza con le tecnologie. Un approccio di tipo tecnologico-laboratoriale era previsto per quelle materie con un versante operativo maggiormente sviluppato, come scienze, arte, musica.

Per anni solo alcuni docenti hanno impiegato le tecnologie nel laboratorio: l’obbligo non può sussistere, la possibilità sì. Rientra tra le responsabilità e la professionalità di ogni docente la competenza nel trovare la strada più consona alla crescita intellettuale, personale e culturale degli alunni. E per sei anni la LIM è stata presente e utilizzata solo nel laboratorio di informatica.

Ora finalmente, grazie al progetto cl@sse 2.0, le tecnologie sono diventate il “perno” su cui si vanno articolando macro e micro progettazioni. E finalmente, la prima tecnologia, la lavagna interattiva è entrata stabilmente nella cl@sse 1F e da qualche giorno (da quasi un mese)

Lo slittamento della cattedra in posizione laterale e il posizionamento centrale della LIM, a cui nessuno dà la schiena, nemmeno il docente, dimostrano, anche  fisicamente e visivamente, un cambiamento nelle modalità di insegnamento. La LIM, rispondendo maggiormente alle esigenze degli alunni rispetto alla didattica tradizionale, diventa centrale nell’articolazione e declinazione di qualsivoglia tipologia di progettazione, sia essa contingente alla lezione giornaliera che ponderata in un’ottica di vasto respiro.

Il confronto tra tutti i docenti del Cdc (e non solo: anche altri docenti non specificatamente coinvolti nel progetto si sono attivamente interessati) è continuato non solo all’interno dei confini spazio – temporali del consiglio ma oltre: nei corridoi, in aula insegnanti. L’impegno è quello di ricercare le modalità migliori di utilizzo della tecnologia e di trovare subito un modus operandi condiviso da tutti. Questo, ovviamente, si riverbera positivamente sulla progettazione del Cdc, in quanto ogni docente, conoscendo meglio la LIM, esplorandone risorse e possibilità, riesce ad immaginare e ad intravedere nuove modalità di intervento che possano riguardare sia la programmazione generale che quella disciplinare. Programmazione e macroprogettazione risultano, dunque, ideate, fissate sulla carta ma estremamente mobili, sempre pronte ad una nuova verifica e successiva ri-taratura.

L’implementazione delle tecnologie, la riflessione su presenza e distanza nella dinamica di classe. Ogni cambiamento deve essere introdotto gradualmente per mettere le persone (anche le più restie…) nella condizione di familiarizzare con questa nuova realtà, in modo da evitare possibili forme di ansia, seguite da rifiuto  e aprioristiche svalutazioni. (Si pensi a Tomasi Di Lampedusa: “tutto cambi affinché nulla cambi…”).

Step by step: monitorando le tappe di progressiva familiarizzazione dei docenti con la LIM, sarà possibile stabilire la tempistica e la modalità migliore per la successiva introduzione di nuove tecnologie in classe, quali document camera, tavoletta interattiva, notebook, ecc.

Aspetti organizzativi:

1. Docenti e alunni affrontano le lezioni con grande entusiasmo.

    L’entusiasmo non è banalmente legato solo ed esclusivamente alla novità, ma alla scoperta continua delle possibilità che la  LIM offre  nel trasformare e ri-trasformare le lezioni,  come una “nave” che, navigando per nuovi mari, riesce a scoprire nuove rotte. Forse in questo modo anche i docenti più “datati” ma sicuramente di più lunga esperienza hanno la possibilità di ritrovare, oltre all’entusiasmo, l’incanto della scoperta e una nuova via per  avvicinarsi, o riavvicinarsi, agli alunni.

    2. Gestione degli aspetti relativi ad accensione, spegnimento e alla segnalazione di eventuali problematiche affidate agli alunni secondo specifica turnazione mensile;

    3. Gestione degli spazi (apertura e chiusura dell’aula durante l’intervallo, all’inizio e alla fine delle lezioni) secondo le modalità precedentemente indicate;

    4. Cambia il setting dell’ambiente cl@sse: la cattedra cede il suo storico posto da protagonista alla LIM, occupando una posizione decentrata;

    5. Creazione da parte di docenti e alunni di un account “gmail”;

    6. Creazione e condivisione di documenti attraverso “Google docs”;

    7. Immediata reperibilità di dati e fonti e di materiale didattico in genere durante le lezioni;

    8. il consiglio nell’arco di una settimana si è incontrato 2 volte per programmare e sperimentare.

      Considerazioni di questi primi mesi:

      1. Fin dai primi istanti di utilizzo della LIM, gli insegnanti hanno avuto l’impressione di poter plasmare la lezione “quasi fosse creta” a seconda delle necessità emerse durante la lezione ed in risposta ai feedback provenienti dagli alunni:
      2. La cl@sse 1F diventa un “museo“ di arte moderna che suscita la curiosità di tutte le altre classi, desiderose di entrare e di “sbirciare” le “meraviglie” della nuova tecnologia;
      3. Nasce l’idea e soprattutto la voglia di condividere con il resto della scuola e con i colleghi la tecnologia … “non essere egoisti e presuntuosi ma essere pronti alla collaborazione, al confronto e all’accoglimento di possibili suggerimenti in merito all’implementazione nell’impiego della lavagna interattiva
      4. Sfruttare i momenti in cui la classe non usufruisce della LIM perché ad esempio è impegnata in palestra per permettere ad altri alunni e colleghi di  sperimentare le potenzialità di utilizzo della Lavagna Interattiva.
      5. Tutti gli alunni vogliono essere “interrogati” …. una scusa per provare ad interagire con la  lavagna?
      6. Trial and error: un metodo molto empirico ma che spesso porta a scoperte interessantissime ed impensabili e che coinvolge tutti, in quanto mette docenti e discenti sullo stesso piano.
      7. In una società in cui bisogna essere in grado di procurarsi informazioni (ne sono testimonianza i numerosissimi network di agenzie specializzate al servizio di aziende o privati) ma soprattutto in cui è necessario saperle gestire in maniera ottimale, si ipotizzano una serie di attività laboratoriali di ricerca via internet, che coinvolgono direttamente gli alunni e non solo singolarmente. Quest’ultima strategia didattica consente al docente di poter fornire informazioni relative alla propria disciplina, visualizzandole sulla LIM, attraverso canali comunicativi differenti e/o alternativi e condividendole con gli alunni. È un primo passo in direzione e un “cooperative e-learning”?
      8. Coinvolgimento delle famiglie. La scuola si è impegnata in una sistematica divulgazione delle caratteristiche del progetto presso le famiglie; ciò ha consentito una maggiore responsabilizzazione sia degli alunni che dei genitori rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie e, soprattutto, di internet, superando, da un lato, forme di “secco” rifiuto, dall’altro,  forme di eccessiva fiducia.

      RIFLESSIONI

      Le riflessioni teoriche vengono dopo lunghi periodi di studio ed osservazione. E’ ancora un po’ presto per “tirare delle somme”: le reazioni sono ancora troppo disparate e l’utilizzo della LIM e le idee su di essa sono ancora in continua crescita (work in progress).

      Alcune riflessioni (ipotesi) si possono comunque tentare:

      Introduzione graduale delle tecnologie in classe per evitare ansie, rifiuti, per superare  il gap relativo alle competenze informatiche presente tra i docenti e per non ingenerare confusione tra gli alunni.

      È importante che i docenti superino la paura di ammettere le proprie difficoltà nell’uso pratico dello strumento tecnologico di fronte agli alunni e che accettino di buon grado l’aiuto che i ragazzi possono dare. Lo sviluppo di dinamiche di reciproco supporto può ulteriormente cementare le relazioni all’interno della classe, offrendo la possibilità di significative ricadute anche sul piano dell’apprendimento.

      Prendendo spunto dall’idea progettuale “Prov@ digit@le”, in questa fase iniziale il motto coniato dai docenti del Cdc è: “abbandonare l’ansia!!!”  Si può scoprire senza vergogna, senza l’imbarazzo di doversi giustificare e senza timore di essere giudicati. Si può re-imparare a scoprire con lo stesso “spirito” degli alunni.

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